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 - La vera storia di Joseph Pilates -

                                                                                                                                    

Joseph Hubertus Pilates (Mönchengladbach, 1883 – New York, 1967)


Joseph Hubertus Pilates nasce a Monchengladbach, nei pressi di Dusseldorf, Germania, nel 1880 da padre ginnasta di origine greca, vincitore di numerosi premi, e da madre naturopata di origine tedesca. Era un Bambino di pessima salute che soffriva di asma, rachitismo e di febbre reumatica. Il suo cognome inizialmente era “Pilatu” poi cambiato in Pilates. 
La passione per il corpo nasce in Pilates il giorno in cui il medico di famiglia gli regalò un libro di anatomia. Da quel momento ogni occasione era buona per restare ore a studiare nella foresta i movimenti degli animali ed il loro modo di trasmettere le informazioni da madre in figlio. Approfondì tutte le forme di esercizi Orientali sviluppatesi in Occidente, compreso lo Yoga. 
E’ dall’età di 14 anni che Joseph Pilates incominciò a lavorare duramente sul suo corpo tanto da essere scelto come modello per una tabella anatomica. In Germania ottenne alcuni successi come pugile che come ginnasta, inoltre dimostrò ottime doti come sciatore che come subacqueo. Nel 1912 si trasferì in Inghilterra dove continuò la professione di boxer nonché trovò impiego come performer in un circo ed istruttore di autodifesa dei detective inglesi. 
Con lo scoppio della prima guerra Mondiale la popolarità che lo aveva portato all’inizio del 1914 a girare per tutta l’Inghilterra non servì ad evitargli l’internamento nel campo di prigionia di Lancaster. Pilates, difatti, insieme ad altri connazionali, vennero considerati “nemici stranieri”.
Approfittando della permanenza in carcere raffinò le proprie tecniche di allenamento. Trasferito nel campo di concentramento sull’isola di Man, divenuto infermiere incominciò a curare i ricoverati che soffrivano d’infermità e disagi lasciati dalla prigionia in tempi di guerra. E’ in questo periodo che nasce l’idea della prima Cadillac, dalla struttura di un letto a baldacchino, ovvero d’ospedale, rovesciato le cui molle servivano anche per gli esercizi. Ne costruì anche una più piccola da poter utilizzare sulla sedia a rotelle.
La riabilitazione fisica di Pilates fu così efficace al punto da far sopravvivere tutti i suoi seguaci del campo, nel 1918, da un epidemia d’influenza che nel mondo si lasciò alle spalle milioni di persone. 
Con la fine della Grande Guerra, Joseph Pilates tornò in Germania dove incominciò ad allenare clienti personale ed a svolgere lezioni di autodifesa e preparazione fisica alla polizia militare di Amburgo.
Negli anni venti l’amicizia con Rudolf di Laban insegnante, coreografo e teorico della danza espressionista tedesca gli permise di utilizzare alcune sue teorie ed esercizi all’interno del suo lavoro. Il connubio fu così efficace che la sua allieva, la famosissima ballerina Mary Wingman, utilizzò a pieno i suoi esercizi nei riscaldamenti delle sue lezioni di danza.
Nel 1925 poiché si rifiutò di allenare il nuovo esercito tedesco a causa della sua disapprovazione nei confronti della direzione politica intrapresa dalla Germania, maturò l’idea di lasciare il Paese. Insieme a Nat Fleisher, esperto di pugilato, e con l’aiuto del pugile Max Schmelling andò negli Stati Uniti.
Trasferitosi nel 1926 a New York conosce la sua seconda moglie Clara, maestra d’asilo che curò poiché sofferente d’artrite. Insieme aprirono uno studio, al 939 Eight Avenue, per la preparazione di ballerini attori ed atleti apprezzanti dell’efficacia del metodo Pilates. 
Dal 1939 al 1951 Joseph e Clara passarono ogni estate nel noto campo di danza Jacob Pillow nelle montagne del Berkshire poiché il metodo è ormai considerato un arte intrinseca nell’allenamento di molti rinomati ballerini per rinforzare la muscolatura ed il bilanciamento, fra i tanti ricordiamo Ted Shawn, Ruth St. Denis e Jerome Robbins.
Malgrado Joseph Pilates fosse considerato un guru della salute, egli credeva nell’energia che il fitness regalava alla vita della quale non disdegnava i sigari, il whisky e le belle donne. Fra le sue stravaganze si ricorda quella di essere stato visto correre per le strade di Manhattan in pieno inverno vestito soltanto con un costume da bagno.
Nel 1966 il suo studio subì gravi danni a causa di un incendio. Joseph Pilates che accorse per cercare di salvare il possibile, nel tentativo fu costretto a rimanere appeso con le mani alle travi del suo studio fino all’arrivo dei vigili del fuoco che lo liberarono subito dopo.
Si pensa che questo episodio fu determinante per la sua salute. Nell’ottobre del 1967 Joseph Pilates ci lascia all’età di 87 anni. La moglie Clara, apprezzata da tanti come l’istruttrice più paziente, condusse lo studio fino alla sua morte che avvenne dieci anni dopo, nel 1977.

 

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